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La Biologia della Fortuna: Perché mangiamo lenticchie e melograno a Capodanno?

Le tradizioni di fine anno sono piene di simbolismi legati al mondo vegetale. Ma vi siete mai chiesti perché, biologicamente parlando, queste piante sono diventate simboli di abbondanza e ricchezza? La natura ha scelto strategie di sopravvivenza che noi abbiamo trasformato in riti portafortuna. Curiosità botaniche: Lenticchie (Lens culinaris): La loro forma a piccola lente/moneta non è l'unico motivo del loro successo. Sono tra le leguminose più ricche di ferro e proteine , fondamentali per la sopravvivenza in inverno nei tempi antichi. Chi aveva lenticchie in dispensa era effettivamente "ricco" di salute! Melograno (Punica granatum): Un solo frutto può contenere fino a 600 semi. Per la pianta è una strategia di riproduzione massiccia; per noi è diventato il simbolo della fertilità e della ricchezza che si moltiplica. Vischio e Agrifoglio : Piante resistenti al gelo che restano verdi e rigogliose quando tutto il resto sembra morto. Biologicamente, sono un inno alla re...

Cenni di Etnobotanica

È una scienza olistica e transdisciplinare (approccio scientifico ed intellettuale che punta alla massima comprensione della complessità del mondo presente), al confine tra antropologia culturale e botanica, che si occupa dell'uso e della percezione delle specie vegetali all'interno di una o più società umane. 

Di seguito, l'etnobotanica si lega alla situazione geopolitica e culturale di oggi, rilevandone vicende storiche, usanze, costumi e forme linguistiche spesso importanti per ricostruire la loro origine e provenienza. L'etnobotanica intreccia spesso relazioni con altre due scienze (inter e trans) disciplinari (etnoscienze), l'etnobiologia e soprattutto l'etnomicologia, l'etnozoologia, l'etnopedologia, l'etnoclimatologia, l'etnofarmacologia e l'etnomedicina. Poi c'è anche l'agroecologia, l'ecologia umana e gli studi sulla diversità bio-culturale insieme all'etnolinguistica. Etnobotanica è un termine inglese (ethnobotany), interpretato ha definire la disciplina come una scienza, nacque alla fine del XIX secolo, nel 1895, e fu impresso da John W. Hashberger, botanico tassonomista statunitense dell'Università della Pennsylvania. Egli utilizza il termine, per la prima volta, per definire "lo studio dell'utilizzo delle piante nelle società primitive".

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